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Ludobus ed educazione

ludobus Ma cos’è cosa contraddistingue il Ludobus da altre attività di gioco e animazione? Innanzitutto, riprendendo anche alcune considerazioni già accennate prima, la forma libera, aperta e volontaria dell’attività di gioco, a disposizioni di chiunque, senza discriminazioni di età, sesso, provenienza. Ne consegue che il ruolo dei fruitori dell’esperienza è quello di protagonisti. Poi, la possibilità di fruire del servizio nelle forme più svariate, vista la presenza di un’alta varietà di giochi e di attività di gioco che si ritrovano contemporaneamente nello stesso spazio. Il fatto che lo spazio stesso venga utilizzato nella sua totalità e non in modo solamente accessorio e che non vi sia la richiesta di rispettare categoricamente dei tempi. Gli adulti ci possono essere oppure no. Non sono determinanti all’azione di gioco. I genitori possono giocare, anzi spesso sono attratti e stimolati anche loro dal gioco. E’ normale notare parecchi adulti che giocano tra di loro. I bambini possono giocare liberamente.

Ancora, ciò che forse più di tutto differenzia il Ludobus da altri tipi di animazione è quello di mettere in atto è un vero e proprio investimento sul gioco, assegnando un valore aggiunto al puro e semplice giocare. Questo valore aggiunto risiede nella capacità di investire il gioco di potenzialità di relazione e di comunicazione culturale, nell’abilità di caricarlo di significati e di opportunità che rendono significativa un’esperienza animativa di Ludobus.

Questa idea contribuisce alla capacità di un’animazione Ludobus di fare educazione. Anche nel tempo breve di un intervento di Ludobus si può fare educazione, si può lasciare una traccia.

Educazione si fa lasciando il segno, facendo in modo che rimanga qualcosa di stabile nelle persone che partecipano all’animazione Ludobus. Ed ogni segno che viene impresso, positivo o negativo che sia, è indice di cambiamento, che viene percepito dal soggetto perché non si ritrova più ad essere quello di prima.

C’è bisogno che si verifichi questo cambiamento, che il soggetto porti con sé il segno, perché sia educazione, altrimenti è solo divertimento fine a sé stesso, è un’occasione di consumo come tante altre.

Cosa può dirci se questo segno è stato lasciato? Possiamo supporre che sia il desiderio di ritornare a giocare con i giochi del ludobus, sia fisicamente, seguendo

il Ludobus o cercando altre situazioni che facciano rivivere simili emozioni, situazioni, azioni, sia con la mente, ritornando a quei momenti passati a giocare. Le domande <<domani ci siete ancora?>>, <<quando tornate?>>, sono chiari indicatori di questo desiderio di ritorno. Un desiderio che è voglia di rimettersi in gioco di nuovo, di scoprire, di stare con gli altri, si sperimentare e sperimentarsi, di conoscersi. Un desiderio che presuppone disponibilità all’emozione e al cambiamento

Lasciare il segno, far nascere questo desiderio di ritorno, di cambiamento, significa per l’operatore, che è educatore, esserci. Vuol dire che non basta disporre i giochi nello spazio a disposizione ma necessita di lasciarsi coinvolgere nelle situazioni che si vengono a creare e con le persone presenti.