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La storia del nostro Ludobus

Il sogno e la co-progettazioneludobus

Il Ludobus di Hermete Coop. è nato nel 2006 da un progetto pensato dalla nostra cooperativa insieme all'allora ULSS22.

 Ricordo quando in un Consiglio di Amministrazione ci portò una cartellina contenente tutte le informazioni su cos’è un Ludobus: immagini di mezzi tedeschi egli atti dei primi convegni di ALI per Giocare. Ricordo l’entusiasmo con cui ci raccontava quel che secondo lui era un progetto che Hermete doveva assolutamente realizzare. Inoltre il progetto Ludobus è stato un progetto a mio avviso all’avanguardia per quel che riguarda la co-progettazione. E’ stato bello condividere la nascita del progetto seduti intorno ad un unico tavolo e senza nessuna disparità, Hermete come privato sociale e Ulss 22 con alcuni rappresentati del Servizio Educativo Territoriale. Abbiamo lavorato fianco a fianco progettando al fine di portare una cultura ludica nel nostro territorio. E poi penso ai lunghi viaggi in furgone, parlando e discutendo di quello che si poteva migliorare. Viaggi che ci hanno portato con il Ludobus a raduni nazionali e internazionali a incontrare persone significative e che ci hanno aiutato a crescere e con le quali ancora oggi collaboriamo e con le quali condividiamo una “visione” completa del termine gioco. Ma penso che grazie al Ludobus abbiamo vissuto esperienze che ci hanno toccato nell’intimo: porto dentro di me come un tesoro prezioso i giorni passati all’Aquila un mese dopo il terremoto.>> (Nicoletta Banterle all’epoca Presidente della Cooperativa Hermete)

 

L’incontro con il Vke

 Il Servizio Educativo Territoriale dell’Ulss 22 e la cooperativa Hermete incontrarono qualche anno prima Helmut Weth, pedagogista del VKE che importò il progetto Ludobus dalla Germania nei primi anni ‘80 che graziela cosiddetta Legge Giovani del 1983, un’antesignana della Legge 285/97, ha aperto anche in Italia un canale di finanziamento per queste attività ludiche ed educative citando espressamente il Ludobus tra le cosiddette “buone pratiche” da incentivare e che ci illustrò il progetto Ludobus della loro associazione. Da allora per me e per Paola Gerosa, coordinatrice del Servizio Educativo Territoriale dell’Ulss 22, diventò un chiodo fisso, un sogno nel cassetto che prima o dopo sapevamo che dovevamo realizzare.

La prima idea che il Ludobus sarebbe stato un progetto interessante da realizzare anche nel Servizio Educativo Territoriale dell’Ulss 22, è stata quando, in estate, in una valle dell’Alto Adige ho potuto vedere, provare e divertirmi con il Ludobus dell’associazione VKE di Bolzano, che intratteneva i villeggianti in parchi e piazze dei diversi paesi in diverse occasioni di festa. Il periodo di fine anni ’90 con le progettazioni e i finanziamenti per l’infanzia e l’adolescenza, grazie alla Legge 285 del 1997, mi ha permesso, con i miei colleghi educatori, ulteriori riflessioni sull’idea di elaborare progetti di riqualificazione degli spazi urbani a favore di bambini e ragazzi ma anche di tutta la comunità, per creare ed aumentare tramite il gioco, occasioni di condivisione e relazione tra i cittadini di un territorio. Occasioni per recuperare energie e benessere. Altri scopi del progetto del Ludobus che ci interessavano, erano lo sviluppo e il diritto del gioco, ovunque, in particolare nelle frazioni più piccole ed isolate del nostro territorio, molto esteso ed eterogeneo, e quello di avvicinarci alle persone, in diversi luoghi e momenti, per aprire un dialogo e un confronto sui bisogni educativi della comunità, rendendo il nostro servizio anche più visibile ed usufruibile ai cittadini” (Paola Gerosa coordinatrice del Servizio Educativo Territoriale dell’allora Ulss 22 di Bussolengo)

 

Il sogno diventa realtà

 La Regione Veneto è stata “riservataria” della legge 285, il che vuol dire che, anche dopo i 3 bienni di finanziamento della Legge Turco, ha continuato a prevedere fondi grazie al Piano Infanzia e Adolescenza (Dgr n. 1940 del 25 giugno 2004) e proprio grazie a questi ultimi finanziamenti, nel 2006, l’Ulss 22 e Hermete riescono a far partire il progetto Progetto Ludobulss con l’idea di diffondere la cultura del gioco e incentivare l’uso degli spazi pubblici (parchi gioco, piazze, frazioni…) anche nei luoghi e nei quartieri più isolati e svantaggiati nell’offerta di servizi per i bambini e ragazzi.

Inizialmente, le famiglie non capivano il Ludobus e si aspettavano un’animazione da parte nostra e dei Ludobussari, con il passare del tempo hanno imparato che erano loro i protagonisti. Venivano date delle spiegazioni se richieste ma, soprattutto, veniva lasciata piena autonomia e iniziativa ai bambini e agli adulti di sperimentarsi nei vari giochi proposti magari utilizzandoli anche in maniera nuova o diversa da quella per la quale erano stati costruiti. I giochi, presenti sul furgone, pian piano negli anni sono cambiati dando ogni volta un senso di novità e attesa nei bambini su cosa di nuovo il Ludobus avrebbe portato. Infatti, inizialmente, alcuni giochi erano nuovi e acquistati mentre negli anni sono stati inventati e realizzati giochi in legno e con materiale di riciclo sempre più particolari e innovativi. Ci sono stati genitori che hanno ricopiato a casa per i figli alcuni dei giochi presenti mentre altri hanno colto l’occasione della “fermata” del Ludobus nel parco giochi per festeggiare il compleanno dei figli e condividere questo momento anche con persone che non si conoscevano. In accordo con i Ludobussari, sono stati proposti sia laboratori manuali sia momenti di convivialità tra famiglie come il picnic serale insieme al Ludobus. >> (Elisa Cordioli e Giovanna Zoccatelli del Servizio Educativo Territoriale del Comune di Villafranca di Verona)

Dopo 2 anni, con la fine del Piano Infanzia Adolescenza il Ludobus è passato in completa gestione della Cooperativa Hermete che ha sviluppato reti territoriali e ulteriori progetti, rendendolo un progetto generativo (di questo parlerò più sotto).

 

L’incontro con ALI per Giocare

 Nel 2006 alcuni di noi di Hermete intercettammo ALI per Giocare, Associazione Ludobus e Ludoteche Italiane, al quale dobbiamo molta della professionalità e della cultura in ambito che ad oggi possediamo, e frequentammo il corso per operatori di Ludobus.

ALI per Giocare è un’associazione di Associazioni, Cooperative ed Enti che gestiscono Ludobus e Ludoteche sul territorio nazionale. I soci di Ali hanno prodotto qualche anno fa la carta dei servizi del Ludobus e successivamente delle Ludoteche.

ALI per Giocare oltre ad illuminarci sulla gestione del Ludobus ci ha permesso di entrare in un nuovo mondo ludico. Da allora Hermete non ha mai smesso di cercare di trasmettere cultura ludica in tutte le proprie attività e di formarsi ed “importare” nuove conoscenze di giochi in scatola.

<  Quando si insegna Gioco e si trasmette passione per il lavoro di Ludobus e per la gioia di stare in strada, alcuni incontri ti segnano. Quel Corso di Formazione per Animatori di Ludobus fu importante perché tante delle persone che passarono di lì sono stati e rimangono amici, ma soprattutto mi diedero l'impressione che il Gioco facesse veramente parte del loro essere, del loro vivere. Simone e Nicoletta travalicavano i nomignoli che gli avevamo affibbiato, non erano solo un “ingegnere” ed una “bella e brava”: mostravano la loro passione senza filtri, senza intermediazioni. Se nel “Gioco di ruolo” li chiamavamo così, nel “ruolo di Gioco” che incarnavano si vedeva alla prima occhiata che sarebbero diventati dei professionisti indiscussi del loro lavoro con i bambini, le bambine, le famiglie; la loro avventura nel Gioco era destinata a durare.  Una volta ho scritto: “Solo chi gioca è vivo” e quello è diventato il mio modo di essere. Simone e Nicoletta erano vivi perché giocavano e lo sono sempre perché continuano a giocare. Quando incontri persone così sai che non hai scritto parole al vento.>> (Giovanni Lumini, tutor del corso di operatore Ludobus di ALI per Giocare nel 2006)

 

Oltre il Ludobus

 Quando diciamo che il Ludobus è stato un progetto generativo intendiamo dire che ha sviluppato altri progetti e ha sviluppato in Hermete altre competenze. Lo spazio di costruzione giochi la così detta “Ludofficina” è diventata uno spazio educativo nel quale gli educatori della cooperativa lavorano a fianco dei ragazzi in appoggio educativo. E’ un momento nel quale “s’impara facendo” e il metodo attivo di Dewey viene messo in pratica. Da qui anche l’idea di esportare la Ludofficina nelle scuole, in orario scolastico, e successivamente l’idea di costituire a scuola le cooperative scolastiche con lo scopo di promuovere imprenditività già nelle scuole secondarie di primo grado.